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Santo Stefano del Sole
Panorama - Santa Lucia di Serino
Panorama - Serino


IL TERRITORIO

Comune campano, in provincia di Avellino, con più di millequattrocento abitanti, sorge a 400 m. s.l.m., nella valle del Sabato, sulla riva destra del fiume omonimo, in prossimità della confluenza del rio Finestrelle, alle falde nord occidentali del monte Terminio.
Situata alle pendici settentrionali del monte Faggeto, Santa Lucia di Serino è ricca di rigogliosi boschi e limpide sorgenti, come quelle di Acquara, e di percorsi natura lungo gli antichi tratturi; è compresa nell’ambito territoriale della Comunità montana “Serinese-Solofrana” e nel Parco naturale regionale dei Monti Picentini.
Il profilo geometrico del territorio comunale presenta sensibili variazioni altimetriche: a una fertile zona pianeggiante, abbondantemente irrigata e coperta di seminativi, si contrappongono, infatti, i contrafforti dei Monti Picentini, ricoperti, alle quote meno elevate, da ordinate distese di viti e olivi e, più in alto, da folti boschi cedui e rigogliose faggete.
Attività tradizionali come l’olivicoltura e la coltivazione di cereali e alberi da frutta conservano un ruolo determinante nell’ambito dell’economia luciana ma non costituiscono l’unica fonte di reddito per una società, che non si regge più soltanto sull’ attività agricola.

LA STORIA
Lo stemma del Comune è costituito da una Sirena a due code che emerge dall’acqua. Reca nella mano destra un calice ed in quella sinistra un ramo di palma; il capo è cinto da una corona. La sua immagine è circoscritta dalla dizione: “Univ. Sanctae Luciae Sereni ex antiq. Luggesa 1736 D.D.I.S.”. L’effigie è sormontata da una corona e delimitata da ramoscelli di alloro e di quercia ai lati, che si congiungono in basso, uniti da un fiocco rosso.
Di origine molto antica, fu fondata da popolazioni sannitico-irpine, fu in seguito abitata dai romani e durante il Medioevo fece parte del feudo di Serino; per lungo tempo seguì le vicende storiche di questa località, finché nel 1560 conquistò l’autonomia. Il Casale acquisì il nome di “San Pietro” e successivamente di “Santa Lucia” con la venuta dei Normanni, provenienti dalla Sicilia, che introdussero il culto della Santa martire siracusana.
Nel 1862 il toponimo venne modificato in Santa Lucia di Larino e nel 1864 ulteriormente trasformato in Serino con riferimento alla vicina località di Serino. Il terribile terremoto che nel novembre del 1980 sconvolse l’Irpinia arrecò gravi danni alle sue numerose testimonianze storico-architettoniche; malgrado ciò, interessanti edifici abbelliscono ancora il grazioso centro storico.

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